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LEONARDO disegnato da HOLLAR - Citazioni di Leonardo sui moti mentali

dal 16/12/2018 al 05/05/2018

Citazioni di Leonardo sui moti mentali

Libro di pittura, § 13

 “Se ’l pittore vol vedere bellezze che lo innamorino, lui è signore di generarle, e se vol vedere cose mostruose che spaventino, o che sieno buffonesche e risibili, o veramente compassionevole, lui n’è signore e dio”

Libro di pittura, § 367

“Come la figura non fia laudabile s’ella non mostra la passion de l’animo […] Quella figura non fia laudabile s’ella, il più che fia possibile, non isprime coll’atto la passione de l’animo suo”.

 

Libro di pittura, § 294

“Farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo; altrimenti la tua arte non fia laudabile”.

 

Libro di pittura § 292

“Vero è che li segni de’ volti mostrano in parte la natura degli uomini, di lor vizii e complessioni; ma nel volto li segni che separano le guancie da’ labbri della bocca, e lle nari del naso e casse degli occhi sono evidenti, sono uomini allegri e spesso ridenti; e quelli che poco li segnano sono uomini operatori della cogitazione; e quelli ch’hanno le parti del viso di gran rilevo e profondità sono uomini bestiali et iracondi con poca ragione; e quelli ch’hanno le linee interposte infra le ciglia forte evidenti sono iracondi […]”.

 

Libro di pittura § 365

“Sia variata l’arie de’ visi secondo li accidenti de l’uomo in fatica, in riposo, in ira, in pianto, in riso, in gridare, in timore, e cose simili”

 

Libro di pittura, § 290

“De visi mostruosi non parlo, perché senza fatica si tengono a mente”

 

Libro di pittura, § 139

“Le bellezze con le bruttezze paiono più potenti l’una per l’altra”

 

Libro di pittura, § 187

“Dico anco che nelle istorie si debbe mischiare insieme vicinamente i retti contrari, perché danno gran parangone l’uno a l’altro; e tanto più quanto saranno più propinqui, cioè il brutto vicino al bello, e ’l grande al piccolo, e ’l vecchio al giovane, il forte al debole”

 

Libro di Pittura, § 372

“Se le figure non esprimono la mente sono due volte morte, perché morte lo sono principalmente chè la pittura in se non è viva e se non le si aggiunge la vivacità dell’atto, essa rimane morta per la seconda volta”.

 

Libro di Pittura, § 287

“Quella figura non sarà laudabile s’essa, il più che sarà possibile, non esprimerà coll’atto la passione dell’animo suo”.

 

Libro di Pittura, § 281

“I moti delle parti del volto, mediante gli accidenti mentali sono molti; dei quali i principali sono ridere piangere, gridare, cantare in diverse voci acute o gravi; ammirazione, ira, letizia, malinconia, paura, doglia di martirio e simili, delle quali si farà menzione”

 

Libro di Pittura, § 380

“Da quel che ride a quel che piange non si varia né occhi, né bocca, né guancie, ma solo la rigidità delle ciglia che si aggiunge a chi piange, e levasi a chi ride”

 

Libro di Pittura, § 273 

“Tutt’i circostanti di qualunque caso degno d’essere notato stanno con diversi atti amministrativi a considerare esso atto, come quando la giustizia punisce i malfattori; e se il caso è di cosa devota, tutt’i circostanti drizzino gli occhi con diversi atti di devozione a esso caso, come il mostrar l’ostia nel sacrificio, e simili; e s’egli è caso degno di riso o di pianto, in questo non è necessario che tutt’i i circostanti volgino gli occhi ad esso caso, ma con diversi movimenti, e che gran parte di quelli si rallegrano o si dolgano insieme; e se il caso è pauroso, i visi spaventati di quelli che fuggono facciano gran dimostrazione di timore e di fuga, con vari movimenti”

 

Libro di Pittura, § 145

In ‘Come si deve figurare una battaglia’ si legge “[…] altri farai gridanti colla bocca sì sbarrata

 

Libro di Pittura, § 377

In‘Come si deve fare una figura irata’ Leonardo indica che: “Questo abbia i capelli elevati, le ciglia basse e strette, ed i denti stretti ed i due estremi d’accanto della bocca arcati, il collo grosso, e dinanzi, per il chinarsi del nemico sia pieno di grinze”

 

Libro di Pittura, § 42

le figure devono essere “ardite e pronte, con rabbiosi movimenti, a guisa di furie infernali, ed i movimenti debbano essere più pronti nelle braccia e teste che nelle gambe”.